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10/07/2008
articolo

Banca di gratuito credito

di Pino Tripodi

Da tempo vado studiando la possibilità di fondare una Banca di gratuito credito. Con questo scritto avanzo (depurata dalla gran parte dei retropensieri teorici) l'idea e spero di... (continua...)

07/07/2008
dossier

7. Dossier operaismo

di redazione deriveapprodi

Un chilo e cinquecentocinquanta grammi. Tanto pesa L'operaismo degli anni... (continua...)

le novità editoriali di DeriveApprodi

 

L'operaismo degli anni Sessanta
A cura di Giuseppe Trotta e Fabio Milana
La ricostruzione della storia dell’operaismo negli anni Sessanta: la vicenda intellettuale e politica che ha preso forma all’interno della rivista «Quaderni rossi» per poi sfociare in «classe operaia».
Un saggio introduttivo di Mario Tronti presenta un meditato consuntivo di quell’esperienza, inserendola nel contesto storico del «secolo operaio».

La fabbrica del falso
Vladimiro Giacché
Perché chiamiamo «democrazia» un paese dove il governo è stato eletto dal 20% degli elettori? Perché dopo ogni «riforma» stiamo peggio di prima? Come può un muro di cemento alto otto metri e lungo centinaia di chilometri diventare un «recinto difensivo»? Le torture di Abu Ghraib e Guantanamo sono «abusi», «pressioni fisiche moderate» o «tecniche di interrogatorio rafforzate»? Cosa trasforma un mercenario in «manager della sicurezza»? Perché nei telegiornali i Territori occupati diventano «Territori»?

La speranza, sempre
Philippe Manche
Su Manu Chao, ex cantante dei Mano Negra e solista da milioni di dischi, si è scritto moltissimo. Perché un altro libro?
Perché colui che senza volerlo è diventato il portavoce dei no global, accertata l’affinità con il suo interlocutore, il giornalista musicale Philippe Manche, in questo libro abbandona ogni reticenza e si racconta: l’ambiente stimolante dell’infanzia, l’adolescenza punk, l’impegno politico, i segreti della creazione.

La «banda» 22 ottobre
Paolo Piano
Per la prima volta è qui raccontata, nello scenario della città di Genova, la storia della «banda 22 ottobre». Una delle primissime aggregazioni della lotta armata in Italia che fiancheggiò i Gruppi di azione partigiana costituiti dall’editore Giangiacomo Feltrinelli all’inizio degli anni Settanta, contemporaneamente alla nascita delle ben più note Brigate rosse.
In quel particolare contesto, alcuni militanti della 22 ottobre compirono una maldestra rapina a scopo di finanziamento che si risolse con l’involontario omicidio di un portavalori. Il fatto, per puro caso immortalato da un fotografo dilettante, destò enorme clamore mediatico.

Maggio francese
Sergio Bologna e Giairo Daghini
Questo saggio sul «maggio ’68» – pubblicato nel luglio dello stesso anno sulla rivista «Quaderni piacentini» – è stato scritto nel bel mezzo del fuoco delle barricate parigine.
A suggellarlo come un «classico» di quell’anno è la sua lettura degli eventi del tutto in controtendenza con le categorie interpretative allora in voga nella sinistra sia istituzionale che rivoluzionaria. Infatti, gli autori, nell’analizzare e descrivere la rivolta studentesca e operaia in atto ignorarono del tutto gli schemi ideologici del marxismo-leninismo, del maoismo, dell’anarchismo ecc. Furono piuttosto le categorie «operaismo italiano», forgiate nel corso degli anni Sessanta nei laboratori delle riviste «quaderni rossi» e «classe operaia», ad essere utilizzate in questo saggio nel quale si sostiene, con grande lungimiranza, che quel che sta accadendo in Francia non è che l’inizio di una rivolta generalizzata.

Perché non ci odiano
Marl LeVine
Dopo svariati decenni di retorica politica siamo finalmente arrivati allo scontro di civiltà. Il mondo diviso in due vede schierate, da un lato, le forze del bene – coalizzate per la difesa della libertà e della democrazia – e, dall’altro, l’asse del male – un’alleanza tra integralisti religiosi decisi a riportare al medioevo le lancette della storia. L’Occidente democratico e l’Oriente musulmano non sono mai stati tanto distanti.
Si è fatto di tutto per convincerci che le cose stanno così: esperti, strateghi, giornalisti, politici vanno paventando da anni l’imminente arrivo del nuovo mondo bi-polare. Ora ci siamo.
In questo saggio esaustivo sul mondo arabo-musulmano, LeVine mostra quale sia stato l’impatto della globalizzazione e delle pratiche neo-coloniali su una regione che si estende dal Nordafrica al Medioriente, smantellando i luoghi comuni e i pregiudizi che sono alla base delle analisi dei neo-conservatori americani.

Peter Whitehead
a cura di Laura Buffoni e Cristina Piccino
Peter Whitehead è una figura culto del documentario politico e musicale degli anni Sessanta. Ha filmato Allen Ginsberg e Ferlinghetti, Mick Jagger – un amico – e Syd Barrett – un fratello. Nico, una delle sue numerose fidanzate e Mark Rudd, leader dei Weathermen Underground, organizzazione della nuova sinistra rivoluzionaria americana. Passando per Vanessa Redgrave mentre canta una canzone rivoluzionaria cubana e i concerti psichedelici dei Pink Floyd…

Quasi goal
Luca Cardinalini
Questo libro non racconta le vicende del solito calcio. Quello che straborda dai media. Quello del campionato di serie A, della Champions League, dei compensi miliardari ai giocatori, degli sponsor, dei diritti di antenna, degli intrighi, delle truffe, dello spettacolo, dello scontro tra ultras. Questo libro racconta il calcio «minore»: quello che si gioca nei più spelacchiati e sperduti campi delle periferie e dei rioni dell’infinita provincia italiana. Il calcio dalla serie C in giù, fino alla Terza categoria, oltre la quale ci sono solo le sfide tra colleghi di lavoro, scapoli ammogliati e roba così. Eppure questo calcio «minore» è in realtà maggiore per numeri, perché ogni domenica coinvolge centinaia di migliaia di persone tra giocatori, dirigenti, parenti, amici.
Un mondo che nessuno racconta, se non l’attento e curioso Luca Cardinalini.
Questo libro raccoglie il meglio di questo calcio, più vero perché più spontaneo e partecipato. Quello in cui si riconosce chiunque abbia, anche solo per una volta, vissuto l’emozione di infilare un paio di mutandoni e di scarpette chiodate.

Volare al sabba
Cesare Bermani
Dagli inizi degli anni Sessanta, sulla scia delle ormai classiche ricerche di Ernesto de Martino sul mondo magico dell’Italia del Sud, Cesare Bermani ha condotto una lunga ricerca sul campo, ricostruendo l’universo magico imperniato sulla figura della strega, ancora presente fino alla metà del Novecento, a partire dal caso di un paese dell’Abruzzo.
I comportamenti che definiscono una strega, le sue trasformazioni animali, i suoi voli sciamanici, il suo gioco con i bambini al sabba; la funzione dei maghi, i rituali di difesa, le fatture, l’“invidia” e il lupo mannaro vengono qui esaminati, in un lavoro che coniuga ricerca storica, antropologica e analisi di tipo psico-antropologico.
La ricerca mette in luce non solo le radici greco-romane del mondo magico dell’Italia del Sud, ma anche la presenza di elementi di sciamanesimo d’origine centro-europea e di fenomeni assai simili a quelli dei “benandanti” a cavallo tra Cinquecento e Seicento studiati da Carlo Ginzburg.

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